NEW YORK - Donald Trump e Vladimir Putin parlato al telefono per oltre due ore ieri: era la loro terza telefonata dall’insediamento del presidente americano a fine gennaio. Ma nonostante le descrizioni positive del colloquio («eccellente» ha scritto Trump; «molto informativo e molto franco» secondo Putin), una soluzione alla guerra in Ucraina non sembra vicina. «La Russia e l’Ucraina inizieranno immediatamente i negoziati verso un cessate il fuoco e — cosa più importante — per porre FINE alla guerra», ha scritto Trump sul social Truth. Le parole di Putin sono state tuttavia più caute: non ha segnalato una svolta nella posizione russa, né l’adesione a una tregua di 30 giorni. Mosca — ha detto il presidente russo ai giornalisti — «proporrà ed è pronta a lavorare con la parte ucraina su un memorandum a proposito del futuro accordo di pace determinando una serie di posizioni come, per esempio, i principi di ricomposizione, i tempi di una eventuale conclusione dell’accordo di pace eccetera, compreso anche un possibile cessate il fuoco per un determinato periodo, in caso del raggiungimento delle rispettive intese». Ma Putin ha ribadito che «la posizione della Russia, in generale, è chiara: l’essenziale per noi è eliminare le cause prime di questa crisi» (parole in cui gli europei leggono la volontà di riportare l’Ucraina nella sfera di influenza russa). Il portavoce del Cremlino Peskov, d’altronde, aveva detto già prima della telefonata che — per porre fine alla guerra — sarà necessario «un lavoro accurato e possibilmente prolungato».