MOSCA. «È stata una buona conversazione, ma non una conversazione che porterà alla pace immediata». Le parole con cui Donald Trump ha commentato la sua nuova telefonata con Vladimir Putin ieri sera appaiono come un’amara constatazione che la strada verso la pace è ancora irta di ostacoli. Mosca e Kiev non appaiono certo più vicine dopo i colloqui di Istanbul. E ad appena 48 ore dai negoziati in Turchia, il duello politico tra i governi di Russia e Ucraina registra una nuova fiammata. Ma il Cremlino ieri ha annunciato anche un’altra telefonata: un’inattesa conversazione tra Putin e papa Leone XIV. La prima tra il presidente russo e un pontefice dall’inizio della guerra. Mosca racconta che Putin ha «confermato il suo interesse a raggiungere la pace in Ucraina attraverso mezzi politici e diplomatici». E il Vaticano afferma che il Papa ha chiesto a Putin «un gesto che favorisca la pace». Il padrone del Cremlino però al momento chiude la porta sia a un incontro con Zelensky sia a una tregua incondizionata. E intanto i cannoni non smettono di sparare. Nel commento di Trump alla telefonata con Putin – durata più di un’ora secondo il presidente Usa – c’è anche un’altra frase che desta l’attenzione del mondo. L’inquilino della Casa Bianca sostiene che Putin abbia minacciato di rispondere al duro colpo che le forze ucraine hanno inflitto alla sua aviazione: un raid a sorpresa di droni che domenica ha colpito diversi bombardieri strategici nel cuore della Russia.