Una doppia telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, e tra Putin e Leone XIV, scuote il quadro internazionale del conflitto ucraino. Per la prima volta da quando il presidente russo ha invaso l'Ucraina - nel febbraio 2022 - ha preso in mano il telefono per contattare personalmente il primo pontefice di nazionalità americana. Un’iniziativa non scontata considerando che il predecessore di Prevost, Papa Bergoglio, nonostante i tanti tentativi fatti, non era mai riuscito a mettersi in contatto con lo zar. Papa Leone ha fatto appello affinché la Russia «faccia un gesto che favorisca la pace», ripetendo poi che il dialogo è fondamentale «per la realizzazione di contatti positivi tra le parti e per cercare soluzioni al conflitto». Una formula piuttosto generica ma che letta in controluce fa venire in mente il recente lavorio dietro le quinte da parte della diplomazia d'Oltretevere sul piano umanitario, e soprattutto la possibilità (più volte manifestata dal Vaticano) di mettere a disposizione di russi e ucraini tutta la logistica al di là del Tevere per favorire spiragli. Cosa che però è stata di recente declinata dal Cremlino, con la motivazione che un paese a maggioranza ortodossa difficilmente potrebbe affidarsi per una mediazione a una realtà cattolica.