La visione di Vladimir Putin sugli sviluppi della guerra in Ucraina adesso è ancora più chiara: non ci sarà una pace immediata. Lo zar lo ha fatto capire all'unico interlocutore che rispetta, Donald Trump, nel corso di una telefonata di cui ha dato conto per primo il presidente americano.

La posizione del Cremlino, nel corso della giornata, è stata ulteriormente definita con una serie di niet che sono piovuti come macigni sui negoziati: nessuna tregua, nessun vertice con il "terrorista" Volodymyr Zelensky, nessun credito agli occidentali, che avrebbero aiutato Kiev ad attaccare la Russia sul suo suolo.

Le ragioni di Mosca sono state rivendicate da Putin in un altro colloquio per nulla scontato. Con Leone XIV. E dal pontefice è arrivato un appello alla Russia a fare un gesto che favorisca la pace, sottolineando l'importanza del dialogo per la realizzazione di contatti positivi tra le parti e per cercare soluzioni al conflitto, ha fatto sapere il Vaticano.

Nella notte sono proseguiti gli attacchi russi sull'Ucraina: almeno cinque persone, tra cui due donne e un bambino di un anno, sono state uccise nella notte da un raid con i droni contro la città di Pryluky, nella regione di Cernihiv, nel nord del Paese. Secondo i dati preliminari forniti dal capo del pronto soccorso regionale, Vyacheslav Chaus, i russi hanno lanciato almeno 6 droni kamikaze sulla città.