L’eurodeputato di Ecr-FdI Francesco Torselli legge il successo di AfD in Germania e ne marca le differenze con il caso italiano. “L’antipolitica cresce quando manca una direzione politica chiara. Per contrastarla servono idee, coerenza e capacità di governo”, spiega a Formiche.net
L’antipolitica, di AfD o grillina, si batte solo con le buone idee come ad esempio il modello Albania recepito dal nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Per cui semplicemente chi sta al tavolo e scrive le regole, come fatto da Giorgia Meloni in questi quattro anni, ha una grande occasione per incidere. Così a Formiche.net l’eurodeputato di Ecr/FdI Francesco Torselli, che analizza il fenomeno tedesco e ne evidenzia le differenze con il quadro italiano, che già è stato caratterizzato per fenomeni politici contro il sistema.
Dopo la vittoria di AfD in Sassonia si parla di derby fra destre: è corretto?
Assolutamente no. Non esiste alcun derby tra destre e non esiste alcuna gara tra chi va più a destra. Non esiste un’etichetta vuota. La destra è quella parte politica che quando va al governo fa politiche di destra. Fare politiche di destra significa difendere il tessuto produttivo del Paese, non farsi accecare dalle ideologie quando queste significano, ad esempio, il supremo e ultraidologico Green Deal. Sacrificare il tuo tessuto produttivo, le tue aziende, la tua agricoltura e le tue imprese, i tuoi artigiani significa non difendere la propria famiglia. Mentre invece oggi occorre difendere lavoro, legalità e sicurezza con proposte concrete, come fatto dal governo italiano con il decreto Caivano, con il decreto Primo Maggio con la zes unica. Altrove, invece, si fa propaganda con slogan senza senso. Non esiste spazio per essere la destra più a destra di questo, perché quello spazio in realtà non c’è. In Italia abbiamo l’esempio forse principe in Europa.












