Caricamento player
La netta vittoria di Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni nello stato federale della Sassonia-Anhalt, in Germania, è stata accolta in modo diverso dai partiti di destra e centrodestra italiani. E negli anni l’approccio di ciascun partito nei confronti dell’estrema destra tedesca è cambiato a seconda delle stagioni politiche e delle convenienze.
Dopo quest’ultimo successo di AfD, Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è rimasto silente ma ha lasciato trapelare preoccupazione, sia pure in modo ambiguo; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, quella preoccupazione l’ha espressa pubblicamente in modo netto, confermando la propria opposizione al programma e all’ideologia di AfD; invece l’altro vicepresidente, il segretario della Lega Matteo Salvini, ha esultato, complimentandosi al telefono con Alice Weidel, la presidente di AfD.
Meloni e i suoi due vice, dunque, sono su tre posizioni diverse. E poi c’è la quarta posizione, quella di Roberto Vannacci che, da alleato diretto di AfD, si è rallegrato in modo sguaiato arrivando a irridere il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Di per sé non è un fatto nuovo. La coalizione di destra è composta da partiti che esprimono visioni estremamente diverse sui valori, sull’Europa e sulla politica estera. Da sempre Forza Italia si trova a dover ribadire con imbarazzo il proprio convinto europeismo e la sua vicinanza ai partiti popolari e moderati tradizionali europei. Dall’altra parte i suoi alleati – Lega e Fratelli d’Italia – e ora Futuro Nazionale rivendicano la sintonia coi partiti radicali ed euroscettici.










