La vittoria di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt ha mostrato una piccola crepa nel centrodestra italiano che in futuro potrebbe diventare una voragine. Matteo Salvini e Roberto Vannacci sono corsi in soccorso del vincitore tedesco, rivendicando sui social amicizie e un destino comune. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, invece, non ha dedicato neanche un tweet alla leader di AfD, Alice Weidel. Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha detto al Messaggero che si tratta di una «pessima notizia» e si è augurato che il risultato resti un’eccezione locale.

È un’anticipazione di ciò che accadrebbe se Vannacci entrasse nella coalizione o una machiavellica tattica per raccogliere tutte le anime del centrodestra? Forse entrambe, ma per ora il tema appassiona solo gli analisti politici. Gli elettori di centrodestra si chiedono invece un’altra cosa: AfD è alleata della Lega o di Futuro Nazionale? E perché Meloni, che fino a pochi anni fa veniva considerata una leader sovranista e anti-establishment, oggi non si congratula per la vittoria di un partito che ha costruito gran parte del proprio consenso sulla sicurezza e sul controllo dell’immigrazione?