A Magdeburgo, nella notte dello spoglio, una cifra ha cambiato il lessico politico tedesco ed europeo: 43,8%. È il risultato con cui Alternative für Deutschland ha dominato le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, fermandosi a soli tre seggi dalla maggioranza assoluta. A Roma, però, quel voto non ha prodotto una reazione unitaria nel centrodestra. Mentre Matteo Salvini ha celebrato il successo di AfD, Antonio Tajani lo ha indicato come un pericolo per gli interessi italiani e come un avvertimento che l’Europa non può permettersi di ignorare.

Il giudizio del leader di Forza Italia non lascia spazio a interpretazioni: il risultato tedesco è una «pessima notizia» e chi, anche in Italia, guarda al sovranismo come a una scorciatoia dovrebbe ricordare che gli interessi nazionali non coincidono automaticamente. Al contrario, possono entrare in conflitto. È questo il senso politico della frase più dura pronunciata da Tajani: «Il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia».

L’argomento usato dal ministro degli Esteri è anzitutto storico. Alternative für Deutschland nacque nel 2013 come forza euroscettica, contestando i programmi di salvataggio finanziario predisposti durante la crisi dell’euro e chiedendo una linea più rigida verso i Paesi indebitati dell’Europa meridionale. In quella stagione l’Italia, insieme alla Grecia e ad altri Stati membri, era tra i bersagli della critica contro trasferimenti, garanzie e strumenti comuni di solidarietà finanziaria.