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Lunedì l’azienda automobilistica tedesca Volkswagen ha fatto un accordo non ancora definitivo per vendere lo stabilimento di Osnabrück al fondo d’investimento israeliano Aurelius, che avrà la maggioranza della proprietà, e allo stato tedesco della Bassa Sassonia, dove si trova la fabbrica.
Volkswagen ha detto che lo stabilimento verrà gradualmente trasformato in un centro per la produzione di tecnologie per la sicurezza e la difesa. Il primo progetto previsto riguarda sistemi e componenti per la difesa aerea, che saranno prodotti per la Germania e l’Europa. Aurelius e la Bassa Sassonia collaboreranno per questo progetto con l’azienda statale israeliana Rafael, che produce armamenti ed è nota tra le altre cose per aver costruito l’Iron Dome, il più noto sistema di difesa aerea di Israele.
Secondo la rappresentante dei lavoratori di Volkswagen Daniela Cavallo l’accordo permetterà di salvare il posto di lavoro ad almeno 1.200 dei circa 1.800 operai della fabbrica.
La vendita di uno stabilimento storico come quello di Osnabrück, che produce automobili da 125 anni, rientra nel piano di Volkswagen per risolvere una crisi che va avanti da molto tempo. In particolare, è la conseguenza dell’accordo che l’azienda trovò nel 2024 dopo mesi di negoziazioni e tensioni con IG Metall, l’influente sindacato tedesco dei metalmeccanici, e con cui s’impegnava a favorire una riconversione degli impianti in cui non era più prevista la produzione di automobili: a Osnabrück terminerà nel 2027.












