ROMA – Volkswagen sarebbe in trattative con la società israeliana Rafael Advanced Defence Systems per trasformare uno dei suoi impianti tedeschi dalla produzione di automobili a quella di componenti per sistemi di difesa missilistica. A riportarlo è il Financial Times. Al centro del progetto c’è lo stabilimento di Osnabrück, in Bassa Sassonia, oggi in difficoltà e destinato a interrompere la produzione di veicoli con il piano di riduzione dei costi approvata dalla prima casa automobilistica europea.
Volkswagen e Rafael starebbero valutando una riconversione industriale del sito per realizzare parti del sistema di difesa aerea Iron Dome, sviluppato dal gruppo statale israeliano. L’obiettivo sarebbe mantenere attivi gli impianti ed evitare ricadute occupazionali. Il piano, se confermato, rappresenterebbe uno dei casi più evidenti di avvicinamento tra industria automobilistica tedesca e settore della difesa, in una fase di forte pressione per i costruttori europei. Il comparto auto, in Germania ma non solo, deve infatti fare i conti con il calo dei margini, la concorrenza dei produttori cinesi e le incertezze legate alla transizione verso l’elettrico.
In questo contesto, la difesa si sta affermando come uno sbocco industriale alternativo per parte della manifattura europea. Secondo le fonti citate dal Financial Times, il progetto su Osnabrück potrebbe consentire di salvare tutti i 2.300 posti di lavoro dello stabilimento. In Germania si potrebbero produrre i camion pesanti che trasportano i missili del sistema, oltre a lanciatori e generatori elettrici. Non verrebbero realizzati i missili. Rafael starebbe valutando la creazione di un secondo impianto in Germania dedicato specificamente alla produzione dei missili del sistema.







