Volkswagen tratta con l’azienda israeliana Rafael Advanced Defence Systems per un accordo che prevede la conversione della produzione da automobili a sistemi di difesa missilistica nello stabilimento di Osnabrück, in Bassa Sassonia (Germania occidentale). A rivelarlo è il Financial Times attraverso due fonti informate vicine al progetto.
Il sito produttivo tedesco è da tempo in difficoltà produttive. E dovrebbe cessare l’attività il prossimo anno in base al piano di riduzione dei costi di Volkswagen, concordato nel 2024. Per questo, le due aziende, spiega la testata, sarebbero orientate a dar spazio alla produzione di componenti per il sistema di difesa aerea Iron Dome, nota come “cupola di ferro”, del gruppo statale israeliano.
Un progetto per salvare 2.300 posti
Una collaborazione che può rappresentare «l’esempio più eclatante finora di come l’industria automobilistica tedesca – scrive Ft –, i cui profitti sono crollati per via della crescente concorrenza cinese e della lenta transizione verso i veicoli elettrici, stia cercando partnership» con il settore difesa.
Le aziende punterebbero a mettere in salvo tutti i 2.300 posti di lavoro e produrre sistemi per tutti i governi europei che hanno intrapreso una corsa alle spese militari a partire dal conflitto russo-ucraino del 2022. «Il potenziale è di altissimo livello – dice una delle fonti –. Ma spetta ai lavoratori decidere se vogliono far parte del progetto».









