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Dal collettivo hacker italiano inserito dagli Usa tra i terroristi globali annuncio di chiusura ma nessuna dissociazione
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Non è concluso il caso del collettivo hacker italiano Autistii/Inventati inserito dagli Usa tra i terroristi globali. Nelle scorse ore il gruppo che dava spazi web, risorse tecnologiche e anonimato digitale a ogni tipo di gruppo anarchico, AntiFa e ProPal ha annunciato la chiusura ma tanti interrogativi restano inevasi. “Apprendiamo della sospensione delle attività del Collettivo 'Autistici/Inventati' a seguito delle sanzioni decise dal Dipartimento di Stato americano. Gli indignati animatori del Collettivo, che a parole negano responsabilità sui contenuti veicolati da migliaia di siti, mailing list e altri servizi appoggiati sui loro server, avrebbero potuto cogliere l’occasione del comunicato di sospensione delle loro attività per prendere le distanze: il fatto che ciò non sia avvenuto deve indurci a pensare che ne condividano ideologie, finalità e metodi?", dichiarano in una nota Carlo Fidanza, Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, e Augusta Montaruli, Vicecapogruppo di FdI alla Camera dei Deputati.
E ancora: "Avrebbero persino potuto predisporre un piano di contrasto ai contenuti illegali che si propagano in tutto il mondo attraverso i loro servizi criptati, in modo da rassicurare le autorità e continuare le proprie attività. Ovviamente questo non può avvenire perché quei servizi e lo stesso collettivo di hacker estremisti nascono proprio per garantire anonimato e impunità a una vastissima rete di movimenti e organizzazioni dedite non soltanto a legittime manifestazioni di dissenso ma anche ad atti criminali come attentati, sabotaggi, attacchi alle forze dell’ordine, propaganda jihadista", si legge nella nota, "Nulla a che vedere con la libertà di espressione e nemmeno con una presunta sovranità tecnologica europea da contrapporre allo strapotere delle Big Tech americane".
















