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Stamattina ho letto questo post di Mimmo Stolfi su Facebook:

"Dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt è ripartito il processo alla sinistra. Sempre lei, persino in una regione governata dalla Cdu da ventiquattro anni. E lo dico senza alcuna indulgenza: non sono mai tenero con la sinistra, della quale critico spesso errori, debolezze e ambiguità. L’autocritica, però, perde ogni utilità quando diventa un riflesso automatico che assolve tutti gli altri.

I numeri raccontano una storia diversa: la Cdu è crollata dal 37,1 al 17,2%, mentre Spd e Verdi sono cresciuti e la Linke ha perso molto meno. L’AfD ha sfondato soprattutto il confine che separava la destra conservatrice dall’estrema destra.

Per scaricare comunque la responsabilità sulla sinistra si ripete ossessivamente che il 61 per cento degli operai avrebbe votato AfD. Si evita di precisare che una larga parte di quegli operai era già collocata a destra o votava AfD, e che i maggiori spostamenti sono avvenuti nell’area conservatrice e tra i precedenti non votanti. Da parecchi anni “Operaio”, inoltre, indica solo una condizione lavorativa, non più una coscienza politica, non conferisce per nascita una patente di sinistra, tantomeno un’immunità dal fascismo.