HomePoliticaEolico e fotovoltaico. Progetti piccoli e integrati. Solo così si faranno amareChi propone piani enormi e ingiustificabili è responsabile del dissenso. Questi nuovi impianti rischiano di mettere in crisi anche molte attività localiUn’immagine del parco eolico di Montemignaio (Arezzo)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 8 settembre 2026 – Chi sono i nemici delle rinnovabili? Risposta di pragmatica: gli amici dei fossili che vogliono mantenere il loro predominio, la burocrazia che non rilascia le autorizzazioni, i comitati locali che si oppongono. Cerchiamo invece di capire meglio e proporre una risposta meno scontata. Cominciamo proprio da quasi ultimi, i comitati. In ogni parte di Italia, moltiplicandosi come funghi, nascono comitati che si oppongono non a tutti i progetti, ma da alcuni di essi. Spesso sono animati da ambientalisti che si battono per la transizione energetica, non quindi trogloditi che pensano che il carbone sia meglio del sole. Ma anche Regioni e Enti Locali spesso hanno obiezioni e ha fatto notizia la Sardegna guidata da una pentastellata che ha deciso una moratoria.
Le cose non sono quindi semplici. Non mi piace parlare di speculazioni. Gli investitori nelle rinnovabili, grandi e piccoli, perseguono un obbiettivo, anche un legittimo guadagno certamente, sulla base della legislazione vigente. Fanno insomma il loro mestiere. Ma molti dei progetti presentati hanno caratteristiche assolutamente incompatibili con le peculiarità del territorio italiano, con la storia e la cultura che in esso sono incarnate. Progetti che prevedono enormi torri eoliche, più di 200 metri di altezza, 160 metri di apertura alare, non nei mari del Nord Europa, ma sulle colline toscane, emiliane, umbre, o campi fotovoltaici di centinaia di ettari su terreni agricoli che contribuiscono alle caratteristiche essenziali di questi territori, sono completamente fuori scala e ingiustificabili. Nel caso dell’eolico è necessario poi sventrare la viabilità locale, spesso costituita da piccoli tratturi o modeste vicinali sterrate, abbattere ettari di bosco per trasportare le varie enormi componenti.










