Sciopero e assemblea pubblica questa mattina allo stabilimento Electrolux di Porcia, dove i lavoratori hanno ribadito la loro contrarietà al piano industriale rivisto dalla multinazionale svedese. Al centro della protesta ci sono gli esuberi, il futuro delle produzioni e l‘aumento dei ritmi di lavoro richiesto dall’azienda.

Per i lavoratori, la revisione del piano non cambia la strategia annunciata nei mesi scorsi, ma riduce soltanto il numero degli esuberi: sono ora 1.454, contro i 1.719 indicati ad aprile.

Resta confermata anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, mentre alcune produzioni saranno trasferite in altri Paesi. Il ridimensionamento degli organici riguarderà, oltre a Porcia, anche gli stabilimenti di Susegana, Forlì e Solaro.

A pesare sulla protesta è anche la richiesta di incrementare la produzione. Electrolux punta ad arrivare a 140 pezzi all’ora, prevedendo per Porcia una fase intermedia a 115 pezzi all’ora. Un aumento dei carichi che i lavoratori giudicano “insostenibile”, soprattutto nel quadro di una riorganizzazione che prevede una consistente riduzione degli organici.

Domani il confronto tra ministero e governatori