PORCIA (PORDENONE) - A Porcia non è più una vertenza: è un assedio. Le linee si fermano una dopo l’altra, mezz’ora ciascuna, in uno sciopero a scacchiera che manda un messaggio chiarissimo all’azienda: il piano Electrolux è inaccettabile, e qui nessuno ha intenzione di subirlo in silenzio.La mobilitazione

La risposta di Porcia ai dettagli del piano emersi ieri a Roma, al Mimit, è immediata. «È stato deciso stanotte» raccontano le Rsu, è conseguente è stata la decisione di informare immediatamente i lavoratori sull’esito del tavolo nazionale, sui numeri impietosi dei tagli, sull’aggiornamento dell’incontro al Mimit al 15 giugno. I numeri emesi ieri sono chiari, e peggiori. Il dato che fa esplodere la protesta è semplice e brutale: 256 esuberi tra gli operai, su 571 addetti. «È uno su due» scandisce Simonetta Chiarotto, oltre la percentuale del 40% originariamente presentata dall’azienda. «Eravamo rimasti che gli operai a Porcia erano 600. Ora scopriamo che sono meno (571, ndr), e che metà se ne deve andare. È pesante, molto pesante…». E il colpo più duro non riguarda solo la produzione.