Da anni la Germania si guarda in uno specchio, quello del proprio passato, già attraversato da numerose crepe. Il voto in Sassonia-Anhalt ne aggiunge una che potrebbe andare più in profondità delle altre: quella capace di infrangere, per la prima volta, l'immagine di un Paese in cui l'estrema destra non aveva mai governato e in cui il Brandmauer (il “muro tagliafuoco”) aveva sempre tenuto, almeno dal periodo post-bellico ad oggi. È proprio in questa doppia certezza, cioè quella di un partito destinato all'opposizione e di un argine che restava in piedi, che si aprirebbe oggi la frattura.Da un lato c'è un partito che si è trasformato nel tempo e che oggi si dice pronto a governare: l'Alternative für Deutschland (AfD) ha radicalizzato progressivamente linguaggio e proposte, normalizzando posizioni un tempo impronunciabili fino a lambire toni apertamente razzisti e xenofobi. Dall'altro, il muro eretto dalle forze politiche tradizionali che per anni hanno escluso a priori, a ogni livello (comunale, regionale, nazionale) qualsiasi collaborazione di governo con questo partito. Oggi queste due certezze si incrinano nello stesso istante: la conventio ad excludendum potrebbe non reggere più per mancanza di seggi sufficienti, e ciò che finora viveva solo nei programmi elettorali dell'AfD potrebbe trasformarsi in azione di governo, almeno a livello regionale. L’ennesima crepa, questa volta, appare capace di far cadere l'intero specchio.La capacità dell'AfD di intercettare i disagi di questo ex Land della Ddr è stata decisiva: carovita, salari bassi, insicurezza crescente, uniti agli strascichi economici, sociali e demografici della riunificazione, hanno generato una diffusa sensazione di essere cittadini di serie B rispetto all'Ovest. I partiti mainstream, accusati di non aver risolto questi problemi, ne pagano il conto: Cdu crollata al 17,2%, Spd al 9,3%, Fdp al 2,6% (e addirittura fuori dal Landtag); tutti insieme, sono lontanissimi dal 43,8% conquistato dall'AfD.Tra le chiavi del trionfo, un triplo "Fattore K": Kandidat, Kamera, Kommunikation. Il possibile futuro presidente del Land (Ministerpräsident) Ulrich Siegmund è pragmatico, smart, giovane, con un'immagine ottimista lontana dai volti cupi tipici del partito. Grazie poi all'impiego massiccio di cameraman professionisti, riprese video di alta qualità e tecnologie avanzate, l'AfD è riuscita a costruirsi un proprio ecosistema digitale, capace di aggirare i media tradizionali per arrivare direttamente agli elettori e massimizzare l'impatto emotivo su di loro. Bypassando i filtri giornalistici e mantenendo il controllo totale sulla propria immagine, il partito ha finito per costruire una narrazione parallela, sottratta a qualsiasi verifica indipendente. È stato anche grazie al sorriso di questo politico, sommato al supporto degli altri due fattori, se si sono prodotte – in modo sottile e costante – sia la normalizzazione di messaggi radicali, sia una lettura selettiva del programma: un testo che resta, nella sostanza, inequivocabilmente di estrema destra, con rimandi a un passato evidentemente non così lontano.Cosa ci sia oltre questo muro resta un’incognita, ma il programma di 258 pagine è già davanti agli occhi di tutti: se l'AfD troverà l'accordo col Bsw, un partito di estrema sinistra che su alcuni temi è su posizioni simili, potrà iniziare ad applicarlo. Partendo da istruzione, cultura e scienza, che sono materie di esclusiva competenza regionale in una Repubblica federale quale è la Germania. Sarebbe però un errore, per le forze tradizionali, liquidare come “estremista” quasi metà della popolazione di questo Land: il vero fallimento è aver combattuto l'AfD senza proposte proprie, convincenti, e senza narrazioni alternative a quelle finora impiegate. Ed è proprio questo che ha ulteriormente spianato la strada a Siegmund e al suo partito.