Emendamenti, modifiche, divisioni, trattative e spaccature. Mentre in commissione Affari costituzionali al Senato proseguono i lavori sulla legge elettorale, la maggioranza non trova ancora la quadra. I partiti di governo si spaccano sui tanti nodi ancora da sciogliere: dal ballottaggio alla norma sui piccoli partiti fino alla soglia oltre la quale si ottiene il premio di governabilità che, in un emendamento firmato Fdi, scende dal 42 al 41%. Per questo – trapela – verrà convocata un nuovo vertice del centrodestra, probabilmente a livello di tecnici, entro giovedì, quando in Aula a Palazzo Madama è previsto l’inizio delle votazioni sul testo. In questo contesto piovono le critiche dalle opposizioni con Avs che sottolinea: “Procedono per convenienza, aspettano forse i nuovi sondaggi?”.
Mentre in Commissione – alla presenza della ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati – sono previste votazioni per tutta la giornata di lunedì e anche per quella di martedì, quasi certamente la riforma approderà in Aula senza mandato al relatore. Ipotesi altamente probabile dato che mancano ancora centinaia di emendamenti da votare e così in Assemblea andranno rivotate anche le modifiche approvate come quella sulle preferenze.













