Dopo più di due ore di vertice sulla legge elettorale tra gli sherpa del centrodestra nella sede di Fratelli d’Italia, i partiti di governo hanno deciso: tramonta definitivamente l’ipotesi ballottaggio proposta nell’emendamento presentato dal senatore di Fdi Marcello Pera. E rimarrà al 42% la soglia oltre la quale si ottiene il premio di maggioranza e non al 41% come proposto sempre da Ambrogio (Fdi). Niente da fare, inoltre, per la proposta contenuta in un emendamento dei meloniani che restringeva i tempi entro i quali era necessario dimettersi dal ruolo di sindaco in caso di candidatura alla Politiche. La contrarietà di Lega a Forza Italia resta fino alla fine e per questo saltano le novità che avevano spaccato la maggioranza.
Secondo quanto si apprende, rimane ancora irrisolto il nodo della norma cosiddetta ‘anti-cespugli”, che esclude dal computo dei voti ai fini del premio i piccoli sotto soglia. “Stiamo vedendo”, ha commentato il senatore di Forza Italia Roberto Rosso, interpellato dai cronisti al termine della riunione in via della Scrofa alla domanda se ci fosse l’intesa sulla modifica della norma cosiddetta anti-cespugli che esclude dal computo dei voti ai fini del premio i piccoli sotto soglia. E sarebbe in corso una riflessione anche sulla possibilità di estendere ai caregiver il voto fuorisede.











