Domani il testo arriva in aula, ma gli "sherpa" del centrodestra limano ancora il testo. Ecco i punti su cui, per ora, c'è un accordo

Il testo definitivo della nuova legge elettorale dovrà essere chiuso domani, 9 settembre, con l’ultima riunione dei cosiddetti sherpa di centrodestra, giusto a ridosso dell’approdo in aula a Palazzo Madama nella stessa giornata. Ma nel corso della seduta fiume della commissione Affari costituzionali del Senato – che andrà avanti anche stanotte fino a, quasi certamente, mandare la proposta in aula senza relatore e con tutti gli emendamenti da rivalutare – la forma dello Stabilicum o Melonellum si comincia a delineare. Ed è un testo abbastanza simile a quello approvato dalla Camera prima dell’estate.

I capilista bloccati e il premio di maggioranza

Alla luce degli emendamenti che più probabilmente saranno salvati al momento del voto in aula, lo Stabilicum o Melonellum sarà una legge elettorale proporzionale a turno unico, con preferenze e capilista bloccati (il che vuol dire che la scelta delle preferenze inciderà solo su FdI, Pd e un po’ sul Movimento cinque stelle, perché sono gli unici partiti che in qualche caso potrebbero arrivare ad eleggere il secondo o terzo in lista).