«Per ridurre strutturalmente il costo dell’elettricità è necessario incrementare la generazione nazionale efficiente, in particolare quella da fonti rinnovabili, anche sfruttando pienamente il potenziale del repowering. Il principale collo di bottiglia in Italia resta il processo autorizzativo: oltre 4.000 progetti, per circa 150 GW, sono ancora in iter autorizzativo. L’integrazione sicura delle rinnovabili nel sistema trasferisce il beneficio ma richiede investimenti in reti elettriche moderne, resilienti e digitalizzate, sistemi di accumulo, capacità programmabile low-carbon e flessibilità della domanda». Quello che avete appena letto è uno dei «messaggi chiave» di uno studio presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio da Teha Group in collaborazione con Elettricità Futura. Il titolo del documento è “L’elettricità per un’Italia più sicura e competitiva”, e in 54 pagine ricche di dati, grafici e tabelle dimostra perché l’unica strada per liberare il nostro Paese dalle difficoltà di ordine energetico (dipendenza dall’estero, costi elevati) passa per una transizione e un efficientamento più veloci di quanto non si stia facendo in questi anni.

Lo studio, in particolare, sottolinea che non solo che quello elettrico è il primo settore industriale per investimenti, dato che considerando il contributo diretto e indiretto della filiera elettrica allargata, genera 226 miliardi di euro di valore della produzione, 58 miliardi di euro di valore aggiunto, pari a circa il 3% del Pil italiano (4,4% considerando anche l’indotto), e sostiene 570.000 occupati. Gli esperti di Teha ed Elettricità Futura scrivono (ultimo ma non ultimo dei messaggi chiave): «Il settore elettrico può mobilitare investimenti aggiuntivi fino a 200 miliardi di euro su 10 anni per perseguire gli obiettivi di competitività e sicurezza del sistema e abilitare la crescita. Questi investimenti possono portare a risparmi nel sistema elettrico fino a circa 20 miliardi di Euro annui a regime, e generare impatti sul sistema Paese di oltre 120 miliardi di Pil, 300 miliardi di valore della produzione e fino a 166.000 occupati/anno. La realizzazione degli investimenti e dei relativi benefici richiede condizioni abilitanti coerenti e durature: stabilità normativa e regolatoria, effettiva crescita della domanda elettrica, processi autorizzativi rapidi e prevedibili, consenso nei territori e collaborazione proattiva tra tutti gli attori coinvolti».