L’Italia è passata da 1,7 GW annui installati nel periodo 2019-2022 a 7,2 GW nel 2025. Continuando con questo passo, mancherebbero all’obiettivo del 2030 29 GW. Colmare questo divario potrebbe generare risparmi economici annui fino a 17 miliardi di euro tra minori costi energetici, importazioni di gas naturale ed emissioni. Rimuovere i colli di bottiglia che oggi frenano lo sviluppo delle rinnovabili nel Paese e dare un colpo di acceleratore alle nuove installazioni di solare ed eolico avrebbe inoltre importante ricadute anche sul piano occupazionale perché si stima che potrebbe creare più di 60mila posti di lavoro. Tutto ciò emerge dallo studio “Rinnovabili e competitività: scenari, impatti e priorità per l’Italia”, commissionato da oltre 50 aziende del settore energia di matrice spagnola radunate nel cosiddetto ‘Gruppo di lavoro Energia della Camera di Commercio di Spagna in Italia’ coordinato da Valerio Faccenda, vicepresidente della Camera di Commercio di Spagna in Italia e Country manager di Iberdrola Italia.
Il report è stato presentato nel corso di un evento a Palazzo Montorio a Roma, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, dell’ambasciatore di Spagna in Italia Miguel Fernández-Palacios e del vice presidente di Confindustria per l’Energia e per la transizione energetica Aurelio Regina.













