Secondo i dati messi in fila da Legambiente, al ministero dell’Ambiente ci sono 1.781 progetti rinnovabili in attesa di valutazione: come se ne esce?

Per uscire dall’attuale congestione autorizzativa serve innanzitutto correggere le criticità ancora presenti nel DL Transizione 5.0 e nelle norme attuative sulle aree idonee. Oggi il problema non è la mancanza di investimenti o di progetti, ma un quadro normativo che continua a produrre incertezza, sovrapposizioni e rallentamenti anche su impianti collocati in aree già compromesse o infrastrutturate.

Bisogna anzitutto superare il principio “first in, first out”, dando priorità ai procedimenti relativi a impianti celermente e certamente, e superando la problematica dell’occupazione virtuale delle infrastrutture di rete esercitata da impianti obsoleti e irrealizzabili, che contribuiscono negativamente alla percezione di “assedio”.

Serve poi rafforzare immediatamente la capacità amministrativa dello Stato. È paradossale che la Commissione PNRR-PNIEC del MASE lavori ancora con un organico incompleto: a fronte delle 70 unità previste, i commissari in carica sono soltanto 54. Secondo le stesse stime della Commissione, completare l’organico consentirebbe di aumentare del 24% il numero di pareri prodotti ogni anno, arrivando a circa 600 pareri annui. Bisogna quindi nominare rapidamente i 16 commissari mancanti e rafforzare anche gli uffici tecnici coinvolti nelle autorizzazioni.