Un portafoglio di interventi normativi e autorizzativi per abilitare fino a circa 100 miliardi di euro di investimenti privati entro il 2035 e generare impatti misurabili su prezzi, sicurezza energetica e decarbonizzazione. È la proposta che emerge dallo studio “Reti e infrastrutture: mix ottimale di investimenti per uno sviluppo equilibrato del sistema energetico”, presentato oggi da Agici e Accenture in occasione del workshop annuale del loro Osservatorio Utilities. Tra gli interventi identificati: un calendario certo per le aste Fer, il completamento delle mappe delle aree idonee, il perfezionamento della riforma della connessione alla rete di trasmissione - per superare la saturazione virtuale, dare priorità ai progetti concreti e ridurre i tempi di autorizzazione oggi tra i più lunghi in Europa -, lo sblocco delle concessioni idroelettriche in scadenza entro il 2029, un piano che comprenda i pompaggi idroelettrici come sistemi di accumulo, una gestione dei data center come asset energetici. Lo studio Agici-Accenture delinea misure anche per il gas - aumento della capacità di rigassificazione e della produzione domestica, nuovi gasdotti - e cita il nucleare come direzione futura, su cui costruire ora una cornice normativa, ma con effetti successivi al 2035. Tutte queste azioni di politica energetica potranno mobilitare, secondo lo studio, fino a 100 miliardi di euro cumulativi al 2035, di cui circa 60-65 miliardi su rinnovabili e reti.
Sistema energetico, 100 miliardi al 2035 per tagliare i prezzi
Un portafoglio di interventi normativi e autorizzativi per abilitare fino a circa 100 miliardi di euro di investimenti privati entro il 2035 e generare...






