Il mercato italiano delle rinnovabili prova a ripartire, ma resta di fatto fermo. Nel secondo trimestre del 2026 la nuova potenza installata è cresciuta del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, interrompendo sei mesi di contrazione. Il recupero, trainato quasi interamente dal fotovoltaico, non basta però a cambiare il quadro: negli ultimi dodici mesi il mercato è avanzato appena dell’1%, dopo la flessione registrata nel 2025.

Secondo l’Osservatorio Fer di Anie Rinnovabili, realizzato sulla base dei dati Terna, nei primi sei mesi dell’anno sono stati connessi alla rete 83.791 nuovi impianti, per una potenza complessiva di 2.918 MW. Considerando anche circa 550 MW derivanti dagli interventi di repowering, l’incremento raggiunge 3,4 GW. Il fotovoltaico continua a essere il principale motore del settore, con 2.611 MW installati e una quota vicina al 90% della nuova capacità. Seguono l’eolico con 295 MW, le bioenergie con 7,4 MW e l’idroelettrico con 5,4 MW.

Il nodo riguarda ora il raggiungimento degli obiettivi nazionali. Alla fine del 2025 l’Italia disponeva di un margine positivo di circa 1,6 GW rispetto alla traiettoria del burden sharing, il percorso annuale di crescita delle fonti rinnovabili fissato per raggiungere i target al 2030. Sommando questo “tesoretto” ai 3,4 GW realizzati nel primo semestre, il progresso complessivo sale a circa 5 GW. Il target previsto per il 2026 è di 8,3 GW: per centrarlo sarà quindi necessario aggiungere altri 3,3 GW nella seconda metà dell’anno, un volume analogo a quello raggiunto nei primi sei mesi.