Dopo quattro anni consecutivi di crescita, il 2025 si è chiuso con una flessione delle nuove installazioni di impianti rinnovabili pari all’8,2% rispetto all’anno precedente, per un totale di 7,2 GW installati. A incidere maggiormente è stato il rallentamento del fotovoltaico, comparto che negli ultimi anni ha rappresentato il principale motore della transizione energetica nazionale. Anche il primo trimestre del 2026 conferma questa tendenza, con un calo complessivo delle nuove installazioni del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una contrazione dell’11% nel solo fotovoltaico. Le cause? Un’indicazione, in questo senso, potrebbero offrirla i risultati di un’indagine realizzata da Anie rinnovabili presso le aziende della filiera: le risposte fornite confermano come il principale ostacolo allo sviluppo delle energie rinnovabili non sia rappresentato dalla disponibilità delle tecnologie o dalla domanda di mercato, bensì dall’incertezza del quadro regolatorio e amministrativo.
Il 75% delle imprese indica proprio l’incertezza normativa come il principale ostacolo allo sviluppo del settore, mentre il 67% dichiara di subire un impatto molto grave o rilevante sulla propria attività a causa delle procedure autorizzative. Inoltre, oltre la metà delle aziende segnala effetti significativi derivanti dalla mancata definizione dei provvedimenti attuativi relativi agli incentivi fiscali e ai principali strumenti di sostegno al settore.












