Quasi metà dei 18-24enni si sente inferiore sui social, mentre sei su dieci attribuiscono alle piattaforme un effetto sull’umore personale
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Quando il social serve anche a capire chi siamoIl 45,1% si sente inferiore alle vite che vede onlineQuel 60,5% che sente le piattaforme entrare nell’umoreCosa possono fare genitori ed educatori, partendo dai dati Eurispes
Scorrono i profili degli altri praticamente tutti. Tra i 18 e i 24 anni il 98,8% guarda almeno qualche volta profili o attività altrui senza intervenire, mentre il 96,5% scorre feed e contenuti senza interagire. Poi, dentro quella sequenza di vacanze, corpi, feste, relazioni e vite messe in vetrina, arriva il confronto: il 45,1% dei giovani adulti dice di sentirsi inferiore rispetto alla vita mostrata dagli altri sui social.







