“Non abbiamo fatto i fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento”. È un Giancarlo Giorgetti show a Cernobbio. Al forum Ambrosetti sul lago di Como il titolare dell’Economia è tra gli ospiti più attesi. Il ministro leghista si lancia in previsioni sul Pil che potrebbe “avvicinarsi all’1%” entro l’anno e sull'uscita dalla procedura d'infrazione Ue per deficit eccessivo - si saprà il 22 settembre se l'Italia sta dentro il 3% - e però chiede uno sforzo agli imprenditori perché sui salari “non ci può essere solo il governo”. Riflessioni che spaziano dal caro energia alle guerre, fino alle banche e alla salute della sua Lega.

Davanti agli imprenditori Giorgetti rivendica la sua auto-definizione di “sovranista pragmatico”: “Ne vado molto fiero” dice spiegando come è riuscito a gestire “il debito pubblico”. La riflessione non può che partire dai numeri: “Rispetto alla crescita dello 0,6%

che avevamo messo nel documento di finanza pubblica, per ora abbiamo acquisito lo 0,8%” Percentuali che potrebbero cambiare: “Se le cose vanno come da indicatori, potremmo avvicinarsi anche all'1%”, visto che la crescita economica nel 2026 sarà “al di sopra” delle previsioni.

Da politico navigato, Giorgetti ricorda “quando ho esordito la prima volta che sono venuto qui a Cernobbio come ministro dell'Economia” e “avevo detto che chiaramente 'non avremmo fatto i fenomeni', però la barca è rimasta in galleggiamento”. Il suo lavoro è al centro della tre giorni a Villa d’Este. Secondo Giorgetti, l'economia italiana si è dimostrata “resiliente, nel senso che noi avevamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell'impatto della guerra commerciale dei dazi, sia evidentemente dell'impatto della crisi del Medio Oriente”.