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Il Pil italiano può avvicinarsi nel 2026 a una crescita dell'1% ma la situazione mondiale è complicata e l'Italia "paga due volte" le guerre in corso sul fronte dell'energia. Nel tradizionale appuntamento settembrino di Cernobbio, che fa da ideale preludio all'avvio della sessione di bilancio, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, mantiene la prudenza sulle previsioni dei prossimi rivendicando però quanto fatto nei primi quattro anni di governo. "La prima volta che sono venuto qui a Cernobbio come ministro dell'Economia avevo detto chiaramente 'non avremmo fatto i fenomeni', però la barca è rimasta in galleggiamento - sottolinea - E vi posso assicurare che l'Italia è più rispettata all'estero che in patria". E rimarca anche la stabilità finanziaria conseguita che "ci ha consegnato la capacità di affrontare con diverso atteggiamento la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond e dei tassi di interesse a lungo termine". Sulla gestione del debito la definizione è "sovranismo pragmatico", perché "Si può essere sovranisti sparandole grosse, si può essere sovranisti facendo i fatti e questa mi sembra la cosa importante".
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