Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti chiude il Forum Teha di Cernobbio con una valutazione sul Pil verso l'1%, non nascondendo però le preoccupazioni sul quadro internazionale. Allo stesso tempo si definisce "sovranista pragmatico" nel gestire il debito pubblico. Il governo - dice - farà la sua parte con incentivi fiscali e contributivi, ma poi tocca agli imprenditori che - a suo dire - "devono guardare ai salari come un investimento per far ripartire il ciclo economico".
Avverte poi la platea della 'Sala Impero' di Villa d'Este del "deserto demografico" che "bussa alla porta", per cui "occorre fare investimenti e sicuramente la legge di bilancio dovrà dare un occhio di riguardo a questo aspetto" favorendo - altro capitolo che arriverà in legge di Bilancio - il rimpatri dei giovani andati all'estero. In un discorso a tutto campo, il titolare del Tesoro affronta anche il nodo di Mps ribadendo che la quota del 4,8% in mano al Mef rimane 'di fatto congelata' e che via XX settembre sul dossier è "completamente neutrale". Mentre sul rapporto deficit-pil, in vista del prossimo 22 settembre con il dato definitivo dell' l'Istat sul 2025, Giorgetti non si sbilancia: "Vedremo se avremo un millesimale in più o in meno rispetto a questo benedetto 3%. Prendo atto delle regole. Sono quelle e quindi dobbiamo accettarle. Se saremo un millesimale sopra resteremo in procedura, se saremo un millesimale sotto saremo fuori". Sul Pil "avevamo fatto valutazioni prudenziali per la crescita indicando lo 0,6%: per ora abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarci all'1%, al di sopra delle previsioni contenute nei documenti programmatici", spiega il ministro nel sottolineare che "viviamo in un mondo complicato" e "il tipo di sfide in termini di aumento della produttività e in termini di di sicurezza sono elemento di oggettiva preoccupazione".










