La promozione dell’agenzia internazionale Fitch, arrivata nella notte fra venerdì e sabato ha rafforzato l’ottimismo sulle prospettive dell’Italia. Portare il deficit italiano sotto la fatidica soglia del 3% del Pil già quest’anno non è più solo un auspicio, ma diventa per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti una prospettiva concreta: «È possibile», ha spiegato parlando a margine dell’Ecofin informale di Copenaghen, e soprattutto sarebbe «un’opportunità storica» da cogliere per uscire dalla procedura di disavanzo eccessivo aperta da Bruxelles sull’Italia. E non è più un auspicio. «Non c’è nessuna fantasia», ha replicato a una domanda sull'ipotesi che l'Italia possa anche tornare sotto la soglia del 3% fissata dai Trattati entro dicembre.
Fitch per ora, nel promuovere il rating dell’Italia (salito a BBB+ dal precedente BBB) ha parlato di una stima del disavanzo italiano al 3,1% a fine anno e comunque già sotto il 3,3% delle proiezioni del Mef.
«Se avremo l’opportunità di uscire» della procedura «sarà nostro dovere coglierla», ha ribadito il ministro. I dati Istat dei prossimi mesi saranno decisivi ha spiegato, ma il traguardo è alla nostra portata.
Dalla Ue il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha segnalato di «accogliere con favore» la prospettiva: «Se l’Italia porterà il deficit sotto il 3% del Pil, allora la procedura per disavanzo eccessivo potrà essere abrogata». E «come sempre effettueremo questa valutazione nel corso del semestre europeo di primavera». Ma secondo quanto apprende l’Ansa, la Commissione potrebbe chiudere la procedura per deficit eccessivo con una certa discrezionalità sulle regole del cosiddetto “braccio correttivo” del Patto di stabilità. In pratica Bruxelles potrebbe anche decidere di chiuderla qualora vi siano proiezioni future del deficit pubblico sotto il 3% «credibili e sostenibili».










