L’Italia può portare il deficit sotto il 3 per cento del pil già a fine 2025. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, nella prossima primavera la Commissione europea potrebbe avviare l’uscita del Paese dalla procedura per disavanzo eccessivo. Finora, l’ipotesi che l’indebitamento italiano potesse rientrare a stretto giro all’interno dei parametri europei era un auspicio, o al massimo un’ipotesi avanzata da alcuni commentatori - seppur autorevoli - come la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, invece, non era mai stato così netto come ieri a Copenhagen, a margine della riunione informale dei titolari Ue delle Finanze: «È possibile», ha spiegato ai giornalisti che chiedevano della possibilità di fare meglio delle previsioni del governo stesso.

Il titolare del Mef non ha nascosto rischi e incertezze legati al quadro internazionale e ai dazi. «Vediamo come andrà il terzo trimestre», ha aggiunto. Domani, l’Istat presenterà l’aggiornamento sui conti economici nazionali e il governo avrà un quadro più chiaro in vista della stesura delle nuove previsioni macro-economiche e della scrittura della legge di Bilancio. Ma, già da adesso, per il ministro l’uscita della procedura «è un’opportunità storica, e penso che debba essere colta».