Zaini, astucci, computer, mensa, trasporto. E dalle medie anche i libri. Il rientro in classe è diventato un salasso. E i sostegni pubblici dipendono da regione a regione. Ma come funziona in Svezia, Francia e Germania?
La campanella non è ancora suonata ma molte famiglie italiane stanno già facendo i conti con il nuovo anno scolastico (letteralmente). Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, infatti, nel 2026 il corredo scolastico costerà in media 673,60 euro per alunno, il 2,3 per cento in più rispetto all’anno scorso. Dentro ci sono zaino, astuccio, quaderni, penne e tutto il materiale da sostituire; a questa cifra, dalla scuola media in poi, si devono aggiungere i libri: mediamente 545,66 euro per i testi obbligatori e due dizionari, l’1,6 per cento in più rispetto al 2025 (anche se i libri di seconda mano consentono di risparmiare oltre il 29 per cento). Ma è soprattutto quando si cambia ciclo scolastico, che la spesa si impenna: per un ragazzo che entra in prima media, Federconsumatori stima 561,61 euro tra libri e due dizionari (arrivando a 1.235,21 euro se si aggiunge il corredo), mentre, per chi comincia le superiori, il totale schizza a 1.478,75 euro. E questo senza neanche aver acquistato un computer: per pc e altre dotazioni tecnologiche – tablet, webcam, microfono, antivirus e programmi – la cifra lievita ancora molto.












