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La scuola in alcune Regioni parte già in questa settimana (domani tocca alla Valle d’Aosta, al Veneto e alla Provincia autonoma di Trento). L’anno scolastico si apre nel solco delle polemiche che vanno avanti da giorni, dall’emergenza caldo alle richieste di intervenire sul calendario per ritardare l’inizio delle lezioni. Ma c’è un’altra questione che non può essere ignorata: quello dei costi dei libri. Dopo i salti mortali per sostenere le spese per l’iscrizione ai centri estivi per ragazzi o per pagare costosissime baby sitter durante le vacanze, le famiglie in questi giorni si trovano ad affrontare lo scoglio dell’acquisto del materiale scolastico. Una ‘tassa’ che ricorre tutti gli anni e che diventa problematica soprattutto se nel nucleo familiare ci sono più minori o ragazzi che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado. La lista della spesa è davvero lunghissima. Tra libri di testo e materiale da cartoleria, come zaini o quaderni, il conto è sempre più salato. Forse ci siamo distratti o magari ci siamo solo rassegnati, ma per mandare un ragazzo a scuola ogni anno a settembre ci vuole quasi un mese di stipendio. Le associazioni dei consumatori hanno fatto i calcoli sul ‘caro scuola’: si parla di cifre pari a circa 1.300 euro a studente tra libri e materiale scolastico. Secondo Federconsumatori la spesa rispetto al 2025 cresce dell’1,6% per i libri e del 2,3% per il corredo scolastico, facendo arrivare il costo medio per studente quasi a 1500 euro. Nella maggior parte dei casi non si tratta di spese evitabili o rimandabili: se ipotizziamo l'acquisto di materiale didattico nuovo, allora potrebbero servire anche 670 euro per ciascun alunno; per comprare i testi scolastici obbligatori e due dizionari, per ogni studente una famiglia dovrà mettere in conto una spesa di almeno 545 euro. E a queste spese magari si aggiungono quelle per l'abbonamento dei trasporti o per l'acquisto di dispositivi digitali. E poi ci sono dei costi ‘nascosti', che spesso non vengono considerati. Se infatti i libri scolastici rincarano rispetto al 2025, l’Unione nazionale Consumatori denuncia l’escamotage adottato dalle scuole per aggirare il tetto di spesa indicato dal ministero per i libri scolastici della scuola secondaria di primo e secondo grado: stiamo parlando del trucco dei libri ‘consigliati’, quelli considerati facoltativi, ma che le famiglie tendono a comprare comunque, pur con notevoli sforzi, per cercare di offrire ai propri figli tutti gli strumenti utili. Il ministero ha già alzato per quest’anno dal 15% al 20% la possibilità per le scuole di superare il tetto di spesa per i libri scolastici per medie e superiori. Già lo scorso anno Valditara aveva innalzato la soglia del 10% al 15%. Ma è proprio nello stratagemma dei libri ‘consigliati’ che vanno rintracciati i maggiori rincari. Come ha denunciato Massimiliano Dona, presidente Unc, per i libri opzionali si segnalano aumenti doppi rispetto a quelli dei libri obbligatori, con uno sforamento del tetto che arriva anche oltre il 50%. Funziona così: formalmente le scuole rispettano i vincoli ministeriali sui costi consentiti, ma nei fatti fanno come vogliono. E nessuno controlla. Unione nazionale consumatori elenca qualche esempio: in una terza liceo scientifico di una provincia lombarda la spesa passa da 335,94 dell'anno scolastico 2025-2026 a 351,21 del 2026/2027, con un incremento del 4,55%; ma se si aggiungono i libri consigliati, si passa da 462,74 euro dello scorso anno a 508,11, con un balzo doppio del 9,8%. Per limitare il danno e contenere l’esborso da parte delle famiglie, una strada percorribile potrebbe essere quella di rendere innanzi tutto detraibili i libri scolastici dalle tasse. In questo senso il Codacons chiede al governo misure nella prossima manovra economica, estendendo la detrazione Irpef del 19%, prevista per esempio per le spese sanitarie, agli acquisti documentati di libri di testo, quaderni, cancelleria, materiale tecnico e artistico e strumenti didattici richiesti dagli istituti scolastici. Unc propone invece di innalzare il limite massimo di sconto consentito per i libri scolastici, attualmente fissato per legge al 15% del prezzo di copertina. Ma ci sono altre soluzioni possibili, e come spesso accade le migliori idee e le proposte più lucide vengono dai giovanissimi. Già da qualche anno per esempio la Rete Studenti Medi del Lazio organizza dei mercatini dei libri usati, per dare un mano alle famiglie in difficoltà con il caro libri. Ma gli studenti chiedono di più, vogliono misure concrete da parte del governo. Perché allora non ripensare totalmente il modello, prevedendo un cospicuo finanziamento per gli istituti scolastici, affinché acquistino direttamente i libri da fornire gratuitamente a tutti i ragazzi? Questa modalità viene già adottata in molte scuole pubbliche del Nord Europa, che riescono a offrire agli studenti i libri di testo e parte del materiale didattico, coprendo interamente le spese. Ci sono anche delle situazioni virtuose in Italia, ad esempio nella Provincia autonoma di Trento, dove per la scuola primaria i testi sono forniti gratuitamente in proprietà a tutti gli alunni; mentre alla secondaria di primo grado e fino al primo biennio delle superiori i libri sono messi a disposizione in comodato d'uso gratuito. Solo dal terzo anno diventano a carico delle famiglie, secondo i limiti di spesa fissati dalla Giunta provinciale. Anche la comunità studentesca ritiene che il modo giusto per abbattere le spese per il nuovo anno scolastico sia ampliare il servizio di comodato d'uso gratuito o a basso costo (presente in pochissime realtà) e ricorrere agli ebook nelle scuole. Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, dal suo punto d'osservazione non nota miglioramenti di anno in anno: "C'è stato un costante aumento dei prezzi dei libri. Confrontando da copertina a copertina lo stesso libro, stessa edizione, da un altro all'altro notiamo un aumento di prezzo di circa un euro, un euro e mezzo. Ci sono spesso cambi di edizione che costringono le famiglie a comprare i testi nuovi, perché naturalmente usati non si trovano. Insomma il prezzo dei libri non si è mai fermato, il trend è sempre stato in crescita ultimamente", dice a Fanpage.it. Anche la Rete degli Studenti Medi del Lazio segnala il problema dello sforamento dei tetti di spesa per i libri scolastici fissati dal ministero, che sono diversificati in base all'anno e all'indirizzo di studi: "Molto spesso le scuole inseriscono nelle liste il codice dei libri digitali. Ma quando le famiglie vanno a comprare il libro cartaceo si trovano ad affrontare una spesa più alta rispetto a quella che sosterrebbero con il digitale. Un trucco che fa salire ulteriormente la spesa, ma che permette alle scuole di non superare la soglia fissata dal ministero. E lo stesso succede con i libri consigliati, che spesso sono manuali di studio o libri fondamentali, come può essere la Divina Commedia per il triennio". "La spesa di inizio anno non impatta più soltanto sui ceti più bassi. Ce ne accorgiamo ai mercatini dell'usato che organizziamo nel territorio, dove vediamo moltissimi studenti appartenenti al cosiddetto ceto medio acquistare e vendere libri usati", ci racconta Simone. "La soluzione più semplice sarebbero investimenti da parte del governo per provare a migliorare il bonus libri scolastici esistente". Nella legge di Bilancio 2026 il governo Meloni ha introdotto un bonus, gestito dagli enti locali, con una dotazione di 20 milioni di euro all'anno da ripartire tra le Regioni, per sostenere appunto l'acquisto dei testi scolastici degli studenti. Il contributo è pensato per nuclei familiari con Isee non superiore ai 30mila euro, ma ogni Comune poi lo declina fissando criteri propri. Nel Lazio per esempio il limite Isee per i buoni libro delle scuole secondarie è fissato a 15mila euro. "Un tetto molto basso, ci aspettiamo magari quest'anno nuovi fondi per alzare questa soglia Isee", continua Simone. "Ma al di là di questi stanziamenti si potrebbero valutare nuove modalità, immaginando nelle scuole un comodato d'uso dei libri per tutti: le scuole potrebbero acquistarli e poi mantenerli per più anni, evitando un ricambio così frequente dei testi. Anche perché spesso le nuove edizioni dei libri sono praticamente identiche alle precedenti. Quelle sul caro libri e sul caro scuola sono rivendicazioni che portiamo avanti da anni". E tu come ti stai organizzando per il rientro a scuola e per far fronte al caro libri? Hai delle storie da raccontarci? A cura di Annalisa Cangemi









