di

Valentina Santarpia

A livello nazionale, il costo a pasto passa a 4,3€ per l'infanzia e 4,41€ per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%, oltre che con picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il +16,6% in Molise e il +7,6% in Abruzzo

Ammonta a 87€ al mese la spesa di una famiglia di reddito medio per la mensa del figlio iscritto alla scuola dell'infanzia, cifra che si alza a 89 per un bambino che frequenta la primaria: prezzi in aumento rispetto all'anno precedente (2024/2025), quando la spesa media era di 85€ per l'infanzia e 86€ per la primaria. Sono i dati che emergono dalla IX Indagine sulle mense scolastiche, dove Cittadinanzattiva analizza per tutti i capoluoghi italiani quanto paga una famiglia composta da tre persone, due genitori e un figlio minore, con un reddito lordo annuo di 44.200€ e un ISEE di 19.900€. Nel calcolo della quota annuale del servizio di ristorazione scolastica si è ipotizzata una frequenza di 20 giorni mensili per un totale di 9 mesi.

A livello nazionale, il costo a pasto passa a 4,3€ per l'infanzia e 4,41€ per la primaria, con un rincaro medio rispettivamente del 2,1% e del 2,7%, oltre che con picchi di aumento che nella scuola primaria raggiungono il +16,6% in Molise e il +7,6% in Abruzzo. La regione mediamente più costosa si conferma l'Emilia Romagna con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in sensibile aumento rispetto ai 108€ mensili medi rilevati nella scorsa indagine. La regione più economica rimane, invece, la Sardegna con 61€ nell’infanzia (dato invariato) e 65€ per la primaria (64€ nell'anno passato).