HomeMilanoCronacaI 16 sabati di proteste, la maratona in Duomo dei “fenicotteri” albanesi: “L’Albania non è in vendita”Attivisti instancabili: nel nostro Paese diritti calpestati e patrimonio svenduto. Bandiere, cartelli e la marcia dal consolato. "I milanesi ci sostengono"Attivisti albanesi residenti in Lombardia radunati davanti al DuomoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 6 settembre 2026 – Ogni sabato, instancabili, si radunano in piazza Mercanti, per gridare che "l’Albania non è in vendita". Ieri il numero di manifestazioni organizzate nel centro di Milano ha toccato quota 16, le bandiere rosse con l’aquila nera a due teste che risaltano nel flusso dei passanti. Scene milanesi della "rivoluzione dei fenicotteri", la grande mobilitazione di massa iniziata in Albania lo scorso 23 maggio per bloccare la costruzione di un resort di lusso promosso dal genero di Trump in un’area naturale protetta che si è tradotta in un cartellino rosso nei confronti del premier Edi Rama, ieri ospite al Forum a Cernobbio.

"La difesa dell’ambiente è stata la miccia che ha fatto esplodere una mobilitazione più ampia", spiega il legnanese Aleks Tom Vulaj, che 25 anni fa si è trasferito dall’Albania all’Italia e, di recente, ha ottenuto la cittadinanza italiana. "Nel mio Paese d’origine le pensioni sono al minimo – prosegue – le persone non ce la fanno più, sono stanche di essere governate da politici che pensano solo ai loro interessi. Noi continuiamo a scendere in piazza, e stiamo pensando di organizzare anche una marcia dal consolato albanese in via San Martino al Duomo".