Bagnolo non dimentica. E soprattutto non si arrende. A quasi tre anni dall’alluvione del novembre 2023, che ha seminato morte e distruzione, il comitato alluvione di Bagnolo torna a battere i pugni sul tavolo. Il torrente Bagnolo e il Ficarello restano, secondo i cittadini, fragili e bisognosi di interventi. E la sensazione, tra chi vive ogni giorno quei territori, è che troppo poco sia stato fatto per mettere davvero in sicurezza il territorio.
Per questo il comitato di Bagnolo sarà a Roma insieme agli altri comitati del Manifesto dei Diritti degli Alluvionati. Il primo ottobre, alle 10, alla Camera dei deputati, i rappresentanti di Alluvione Campi 2023, ArcaDiNoè, Bagnolo per l’Alluvione, Proteggiamo Conselice, Via Cetino Campanella e Santa Maria-La Villa porteranno direttamente al governo le loro richieste.
Il punto di partenza resta quello che è accaduto nel novembre di tre anni fa. Ma per il Comitato di Bagnolo il problema non può essere confinato alla memoria dell’emergenza. "La situazione è sempre più allarmante", sostengono, indicando tre fronti sui quali, a loro giudizio, restano aperte questioni pesanti.
Il primo riguarda i rimborsi. Le pratiche vengono definite "altamente burocratiche, formali, al limite dell’irritante". I cittadini, denunciano, incontrano difficoltà nell’avere un rapporto diretto con gli uffici degli enti incaricati di esaminare le domande. "Non c’è dialogo, c’è un muro", accusano. E resta ancora incerta, secondo il Manifesto, sia la tempistica dei ristori sia la percentuale effettiva dei costi che verrà riconosciuta.










