HomeAnconaCronacaElectrolux vuole "sbarazzarsi" di CerretoL’azienda ritiene insostenibili i costi per la produzione di cappe, no secco dei sindacati dopo il nuovo vertice di ieri al MimitLa protesta non si fermaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn incontro fiume caratterizzato da un braccio di ferro che proseguirà oggi. Al Mimit da ieri mattina fino in tarda serata il vertice tra azienda, Governo, enti locali e sindacati sulla vertenza Electrolux. Sul tavolo c’è la paventata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, scenario contro cui si registra un fortissimo pressing istituzionale.
È stato un incontro fiume, un vero braccio di ferro, quello svoltosi ieri. Due le novità emerse: la chiara volontà dei vertici aziendali di cedere lo stabilimento (che impiega 170 dipendenti, senza considerare l’indotto) per una reindustrializzazione, ritenendo la produzione di cappe non più sostenibile e numeri contrastanti sugli esuberi, diversi rispetto a quelli prospettati nei mesi precedenti.
L’azienda ha evidenziato gli alti costi produttivi chiedendo interventi al Governo Meloni, sollecitando agevolazioni energetiche necessarie per mantenere la produzione in Italia e strumenti per garantire la sostenibilità. Di fronte a queste novità, i sindacati hanno opposto una netta rigidità, respingendo la proposta della vendita dello stabilimento di Cerreto alle condizioni prospettate e prospettando altre soluzioni.











