HomeEconomiaElectrolux, ora è sciopero. Sono 1.450 gli esuberiL’azienda conferma il suo piano. Resta la chiusura di Cerreto d’EsiCorteo di lavoratori a Cerreto d’Esi (Ancona). I manifestanti sono scesi in strada per opporsi alla chiusura dello stabilimento ElectroluxRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciAncona, 5 settembre 2026 – Ice bathing. Bagno gelato scandinavo (non terapeutico) sull’estate calda dell’industria italiana. Dopo i cinquanta giorni di tregua strappati dal governo il 15 giugno, Electrolux – colosso del ’bianco’ con la testa in Svezia – non fa passi indietro, semmai avanti, e al tavolo tecnico convocato al Mimit per riannodare i fili della trattativa conferma un maxi piano di esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nel Fabrianese dissanguato dalla crisi degli elettrodomestici, dove lavorano 170 dipendenti. Apriti cielo. Tolta la seduta, Fim, Fiom e Uilm reagiscono con i muscoli, proclamano uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti con modalità che "saranno precisate" e la "prosecuzione dello stato di agitazione", mentre la crisi agita politica ed economia al debutto del Forum di Cernobbio e nel giorno in cui la premier Meloni fa festa a Bari col governo del record di longevità. Elly Schlein le chiede di "occuparsi delle vertenze anziché perdere tempo ad autocelebrarsi" e il Pd invita il ministro Urso a prendere in mano la situazione, portando subito la multinazionale al tavolo con governo, Regioni, enti locali.
Electrolux, ora è sciopero. Sono 1.450 gli esuberi
L’azienda conferma il suo piano. Resta la chiusura di Cerreto d’Esi














