HomeAnconaCronacaElectrolux, chiusura Cerreto: nessuna soluzioneNel summit a Roma con l’azienda niente passi in avanti per salvare lo stabilimento, sindacati sul piede di guerra. Tavolo decisivo il 21 luglioL’incontro al ministeroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSì a Forlì, spiragli per Susegana, rassicurazioni per Porcia e Solaro. Ma per Cerreto? Un raggelante alzare di spalle. Il paradosso del vertice romano al Ministero ieri si è consumato tutto qui: mentre il colosso svedese si mostra pronto a fare piccoli passi indietro sulle delocalizzazioni negli altri stabilimenti italiani, per lo stabilimento che produce cappe a Cerreto ammette candidamente di non avere alternative alla chiusura. Una prospettiva di impotenza che rischia di tradursi in una condanna a morte industriale per il territorio fabrianese. La direzione di Electrolux, secondo qanti riferiscono i sindacati, ha infatti dichiarato senza mezzi termini di non essere stata in grado di trovare una soluzione per la fabbrica anconetana, pur dicendosi impegnata a cercarla. Una linea che ha immediatamente surriscaldato il clima. I sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm vedono in questo atteggiamento il sintomo di una debolezza strutturale inaccettabile: "Giudichiamo insufficienti i passi fatti da Electrolux, per via naturalmente delle mancate risposte su Cerreto, ma anche per le aperture solo parziali negli altri stabilimenti, che non escludono del tutto le delocalizzazioni, essenzialmente dirette verso la Polonia, la Cina e la Thailandia" spiegano i rappresentanti dei lavoratori. Il piano di rilancio di Electrolux per l’Italia poggia infatti su condizioni di competitività assai complesse, che rischiano di "scaricarsi interamente sulla pelle dei lavoratori". I sindacati esprimono forti dubbi: "I cambiamenti del piano industriale prospettato dalla direzione aziendale restano condizionati a importanti azioni di recupero di competitività, in gran parte fuori dalla portata di sindacato e impresa, come la modifica della normativa europea del Cbam e il taglio del costo della energia. Inoltre non è chiaro come Electrolux vorrebbe recuperare competitività sul versante del costo del lavoro, giacché da una parte l’abbassamento degli stipendi sarebbe del tutto inaccettabile e dall’altra gli incrementi di produttività trovano il limite invalicabile della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché della necessaria applicazione degli accordi già siglati".