HomeAnconaCronacaElectrolux, tensione alta per il sito di CerretoI sindacati chiedono rassicurazioni contro la prevista chiusura. Per martedì si attende la conferma per il summit al ministeroLa mobilitazione dei lavoratoriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciResta altissima la tensione sul fronte della vertenza Electrolux, con gli occhi della comunità e dei lavoratori ormai puntati sul prossimo, cruciale incontro al Mimit previsto per martedì ma ancora in attesa di conferma ufficiale. I sindacati continuano a sollecitare un netto cambio di passo. La multinazionale appare ferma sulle proprie posizioni, non intenzionata a rivedere, se non parzialmente, un piano industriale che prevede ben 1.700 esuberi a livello nazionale e la drammatica chiusura dello stabilimento di Cerreto - 170 dipendenti tra impiegati e operai-. Pierpaolo Pullini, responsabile della Fiom Ancona, incalza: "Sarà fondamentale che già dal prossimo incontro l’azienda dica con chiarezza come intende garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi. È importante ribadire che non c’è una crisi di mercato tale da giustificare la chiusura della fabbrica, infatti è proprio l’Electrolux ad aver dichiarato che negli ultimi anni c’è stata una contrazione del mercato delle cappe del 14% mentre il plant di Cerreto è stato dissaturato per circa il 40%. Ci sono state scelte sbagliate che denunciamo da tempo e adesso è indispensabile che la multinazionale si assuma la responsabilità di quelle scelte. Dobbiamo tenere bene l’attenzione che l’esubero non è conseguenza di ulteriori contrazioni di mercato, ma conseguenza del fatto che Electrolux decide di spostare produzioni dalle fabbriche italiane ad altri territori. Ragioniamo e discutiamo su come quelle produzioni si possano mantenere qua, a cominciare proprio dalle cappe di Cerreto d’Esi. Dichiarare di garantire una continuità produttiva è un elemento che prima non c’era ma non è assolutamente sufficiente. L’unica modalità che per noi è percorribile, è quella di capire come, con l’aiuto anche della politica, si possa continuare a produrre cappe a Cerreto, magari con qualche importante investimento in nuovi prodotti, cosa che manca ormai da qualche anno".
Electrolux, tensione alta per il sito di Cerreto
I sindacati chiedono rassicurazioni contro la prevista chiusura. Per martedì si attende la conferma per il summit al ministero
Electrolux chiude Cerreto (170 dipendenti, 1.700 esuberi nazionali); vertenza sindacale al ministero martedì. La delocalizzazione rivela il costo-opportunità dei sottodimensionamenti in automation e R&D nel manufacturing italiano, enfatizzando il trade-off tra riduzione costi e competitività.








