Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiStefano Bonaccini non brilla per simpatia ma ha detto una cosa vera e soprattutto suffragata dai numeri: c’è un rapporto diretto tra il livello di scolarizzazione e le intenzioni di voto, come dimostra un sondaggio realizzato da Bidimedia su dati dell’Istituto CISE (Centro Italiano Studi Elettorali) raccolti in occasioni delle elezioni Europee 2024. Un sondaggio tornato prepotentemente alla ribalta in questi giorni dopo le parole dell’ex governatore dell’Emilia Romagna (“chi vota a destra ha studiato poco”) che hanno fatto infuriare Giorgia Meloni.

Il sondaggio mostra come il gap tra centrodestra e il centrosinistra sfiori il 20% a favore del primo (56% contro il 37%) se si prendono in considerazione gli elettori che si sono fermati alla licenza media. Alle elezioni europee, secondo Bidimedia, questo cluster di elettori ha dato il 32% dei consensi a Fratelli d’Italia, il 18% al Pd, il 13% alla Lega, il 12% al M5S, l’11% a Forza Italia e il 5% ad Avs. Mano mano che l’istruzione cresce lo scenario si ribalta: il Pd recupera terreno e Fratelli d’Italia arretra, la Lega e Forza Italia precipitano. Tra i laureati, invece, il Pd diventa il primo partito con il 35% e Avs il terzo con il 12%. Fratelli d’Italia crolla dal 32% al 20%, la Lega quasi scompare. Risultato? La situazione si capovolge completamente e il centrosinistra prevale con il 62% dei consensi contro il 27%.