Elezioni 31 agosto 2026 Secondo il presidente del PD, a votare Fratelli d’Italia e Lega sarebbero per lo più persone poco istruite e in difficoltà economica. Gli studi però rivelano un quadro più sfaccettato ANSA Negli ultimi giorni hanno fatto discutere alcune parole del presidente e parlamentare europeo del Partito Democratico Stefano Bonaccini. Il 24 agosto, durante un incontro organizzato dal PD ad Albenga, in Liguria, Bonaccini ha parlato delle difficoltà che la sinistra sta incontrando da anni in diversi Paesi occidentali. Secondo il presidente del PD, in Italia il voto «a Meloni e prima a Salvini» sarebbe «in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città» e «di chi sta peggio economicamente». Quattro giorni dopo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato sui social il video con questo passaggio, accusando Bonaccini di disprezzare gli elettori di destra. «Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare», ha scritto Meloni. Il giorno stesso, ospite a Coffee Break su La7, Bonaccini ha precisato il senso delle sue parole. Ha spiegato che il suo ragionamento era rivolto soprattutto alla sinistra, che a suo giudizio dovrebbe tornare a rappresentare meglio gli elettori più in difficoltà, e ha aggiunto che quanto detto si basava su «analisi» e «studi».