Ci sono vite che, osservate da lontano, sembrano procedere per accumulo: esperienze, incontri, successi, cadute, ripartenze. Poi ci si avvicina e si scopre che a tenere insieme tutto non è ciò che è accaduto, ma il modo in cui una persona ha scelto di attraversarlo. Giovanni Guidelli attore e regista, dà l’impressione di appartenere a questa seconda categoria. Incontrarlo alla vigilia del suo ritorno in tv nella serie di Canale 5 Erica – Una detective per caso significa confrontarsi con un uomo che sembra avere sviluppato nel tempo una particolare insofferenza per le versioni accomodanti, comprese quelle di se stesso. Non cerca necessariamente una conclusione capace di mettere ordine nel passato. Al contrario, conserva una forma di irrequietezza, quasi che considerarsi arrivato significhi smettere di cercare. Ed è forse qui che l’attore e l’uomo finiscono per assomigliarsi più di quanto Giovanni Guidelli stesso sarebbe disposto ad ammettere. Giovanni Guidelli è attratto dalle ombre. Non perché debbano necessariamente nascondere qualcosa di oscuro, ma perché è lì che un volto acquista profondità. La luce mostra, l’ombra suggerisce. E ciò che suggerisce, spesso, racconta molto più di ciò che viene esibito. Succede anche durante questa intervista esclusiva per Virgilio Notizie. C’è una parte visibile, quella di una carriera cominciata prestissimo e attraversata per decenni. E poi ce n’è un’altra che emerge lentamente, quando le domande smettono di riguardare soltanto il mestiere e cominciano a interrogare il tempo, le aspettative, la memoria, le scelte. È in quel momento che le risposte diventano meno automatiche, compaiono silenzi, deviazioni, qualche esitazione. Ed è proprio lì che l’intervista comincia davvero. Perché dietro una carriera si può costruire una biografia. Dietro un uomo, molto meno. Forse Giovanni Guidelli lo sa bene. A quasi sessant’anni non sembra interessato a consegnare una versione definitiva di sé, né a trasformare il passato in una rassicurante somma di esperienze. Conserva piuttosto una tensione verso ciò che ancora non conosce, non ha raggiunto, forse nemmeno compreso fino in fondo. E allora questa conversazione non nasce per stabilire chi sia Giovanni Guidelli. Nasce, semmai, dal tentativo di capire che cosa rimanga quando per un momento si spengono le luci del set, i personaggi tornano a essere soltanto nomi scritti su una sceneggiatura e davanti allo specchio resta una persona sola con la propria storia. È da lì che abbiamo cominciato.
Giovanni Guidelli, l’intervista all’attore su Canale 5: “Non sono arrivato dove volevo, c’è ancora da fare”
Giovanni Guidelli si racconta tra ambizione, memoria e zone d’ombra: una vita sul set senza smettere di interrogarsi su ciò che resta da raggiungere








