Il Consiglio di Stato ribalta la decisione di primo grado e accoglie l’appello cautelare presentato dal Cosenza Calcio nella complessa controversia giudiziaria contro il Comune sull’utilizzo dello stadio “San Vito-Gigi Marulla”. La Settima Sezione ha riformato l’ordinanza con cui il Tar Calabria aveva in precedenza respinto la domanda cautelare avanzata dalla società rossoblù, disponendo la sospensione dell’atto municipale che aveva bloccato per 18 mesi la concessione dell’impianto sportivo. Il provvedimento, deciso nella camera di consiglio del primo settembre, non chiude tuttavia la partita giudiziaria: la parola definitiva sul merito della vicenda tornerà al Tribunale amministrativo regionale.
Le motivazioni dei giudici e il no all’ipotesi Crotone
Nel testo dell’ordinanza, il collegio giudicante ha evidenziato come il blocco temporaneo della concessione rischi di arrecare al Cosenza Calcio danni irreversibili “in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici”. Tra i passaggi chiave dell’atto figura anche il netto ridimensionamento dell’ipotesi alternativa, caldeggiata in un primo momento, di trasferire le gare interne della squadra allo stadio di Crotone. I magistrati hanno definito la pista pitagorica di difficile attuazione concreta, richiamando espressamente la distanza superiore ai cento chilometri tra i due Comuni, la momentanea assenza di collegamenti ferroviari diretti e stabili e la documentata rivalità storica tra le rispettive tifoserie.










