La battaglia per l’utilizzo dello stadio San Vito-Gigi Marulla si sposta ufficialmente nelle aule di giustizia amministrativa, aprendo un duro contenzioso istituzionale ed economico tra il Cosenza Calcio e l’amministrazione comunale. La società rossoblù ha depositato un articolato ricorso dinanzi al Tar Calabria per chiedere l’annullamento, previa sospensione cautelare d’urgenza, dei provvedimenti con cui il sindaco e il Dipartimento tecnico hanno respinto l’istanza di licenza d’uso dell’impianto ai sensi dell’articolo 68 del Tulps. Si tratta dell’atto formale che di fatto impedisce al club di disputare le attività sportive ufficiali alla presenza del pubblico.

Il ricorso, patrocinato dagli avvocati Bernardo Giorgio Mattarella, Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone, Christian D’Orazi e Stefano Castellana Soldano, contesta in radice la nota dell’11 giugno 2026 con cui è stata disposta la «sospensione integrale dell’attività sportiva» e della convenzione d’uso dello stadio a partire dal 17 agosto 2026 e fino al 31 dicembre 2027, in concomitanza con l’esecuzione dei lavori di ammodernamento. Secondo la tesi dei legali del club, quella definita formalmente come “sospensione” rappresenterebbe nei fatti una vera e propria revoca mascherata della concessione quinquennale stipulata nell’agosto 2023, svuotandola di efficacia per ben due stagioni calcistiche con grave pregiudizio per la società e la tifoseria.