Il calciomercato è finito, almeno fino alla finestra invernale. Adesso comincia il momento più difficile: quello dei verdetti del campo. E per Catanzaro, Cosenza e Crotone l’inizio della stagione non avrebbe potuto essere più complicato. Due partite di campionato, due sconfitte per ciascuna delle tre calabresi. Un dato che non permette ancora sentenze definitive, ma che rende inevitabilmente più severa la valutazione del lavoro compiuto durante l’estate.Le tre società arrivano al gong con filosofie differenti. Il Catanzaro ha cercato di mantenere una struttura competitiva intervenendo in diversi reparti, anche se pesano le partenze di Liberali, Favasuli, Pontisso, Pompetti e Petriccione; il Crotone, viste le difficoltà economiche del club, ha puntato con decisione sui giovani e sulle opportunità di mercato; il Cosenza ha invece intrapreso una vera e propria rifondazione, rinunciando all’organico della passata stagione. Ed è proprio quest’ultimo il caso che presenta le incognite maggiori.

Catanzaro, qualità e profondità per restare competitivo

Il mercato del Catanzaro si può leggere soprattutto attraverso una parola: profondità. La rosa è stata modificata in numerosi elementi, ma la società, nonostante le partenze eccellenti (alcune non programmate dallo stesso club), ha cercato di mantenere una base competitiva e di aggiungere giocatori capaci di aumentare le alternative a disposizione di mister Gorgone. Difficile capire al momento il reale valore della rosa, soprattutto se paragonato a quella che la scorsa stagione ha sfiorato la A.Il rush finale ha portato tre ulteriori innesti: il giovane nazionale Under 21 Federico Cassa, arrivato in prestito dal Bologna, lo sloveno Andrej Pogačar, prelevato dal Radomlje con la formula del prestito con diritto di riscatto, e l’attaccante francese di origini ivoriane Solomon Loubao, in prestito dal Monza. Cassa rappresenta una scommessa di prospettiva particolarmente interessante, mentre Pogačar porta un profilo internazionale e un’esperienza significativa maturata nel campionato sloveno. Loubao, classe 2005, aggiunge invece fisicità e potenziale al reparto offensivo dopo l’esperienza al Sochaux-Montbéliard.Il mercato giallorosso era già stato caratterizzato dagli arrivi di Postiglione dal Pineto, Garnica dal Nardò, Reita e Loubao dal Monza, Franck e Franky Tchaouna dall’Enna, Mosti dalla Juve Stabia, Pafundi dall’Udinese, Giovane dall’Atalanta Under 23, Ruggero e Candela dallo Spezia, Imperiale dalla Carrarese, Dorval dal Bari e Pecorino dalla Juventus Next Gen.Un mercato ampio, dunque, che, come già evidenziato, ha comportato anche numerose partenze. Hanno lasciato il club, tra gli altri, Cisse, Fellipe Jack, Rispoli, Nuamah, Cassandro e Buglio per fine prestito, mentre Oudin è rimasto svincolato. Sono poi partiti Madia, Oliviero, Maiolo, Morleo, Brighenti, Liberali, Pittarello, Pontisso, Favasuli, Pompetti, Esteves, Seha, Volpe, Bashi, Ardizzone e Piras.Proprio l’ultima giornata ha certificato due movimenti in uscita: Giovanni Volpe è stato ceduto a titolo definitivo all’Audace Cerignola, mentre Ervin Bashi è passato in prestito al Crotone.Ma soprattutto sono rimasti in giallorosso, nonostante i rumors delle ultime ore, Matias Antonini, Federico Di Francesco e Nicolò Buso. Un elemento non secondario, perché trattenere giocatori di questo livello consente al Catanzaro di presentarsi al via con una rosa che, almeno sulla carta, conserva ambizioni importanti.Il problema è che il campo, nelle prime due giornate, ha restituito un responso opposto alle aspettative: due sconfitte e la sensazione, almeno per i meno ottimisti, che questo Catanzaro sia meno forte di quello dello scorso anno. Il mercato appare comunque strutturato, adesso toccherà a Gorgone trasformare rapidamente la quantità e la qualità delle alternative in risultati.