Il problema della guerra ibrida condotta dalla Russia contro l’Europa è che sta diventando sempre meno ibrida e sempre più genuina. Al contrario del nostro dibattito pubblico. La stessa insistenza, da parte dell’Europa, nel parlare di guerra ibrida e attacchi ibridi – anche di fronte a droni carichi di esplosivo come quelli di Lipsia, che la Germania ieri ha esplicitamente attribuito a Mosca – dà l’impressione di voler continuare nonostante tutto a ridimensionare il più possibile l’accaduto.
Naturalmente il fatto che ora il governo tedesco accusi esplicitamente Mosca, il fatto che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e tanti capi di governo europei, compresa Giorgia Meloni, si schierino al suo fianco, rappresenta un importante cambio di passo, come sottolinea su Linkiesta Gabriele Carrer. E può anche darsi che dal Consiglio Nato di oggi venga una risposta più forte di quanto si è sentito finora (nuove sanzioni ancora da definire, la chiusura di qualche consolato e centro culturale…) ma a me, rispetto al crescente numero di attacchi, attentati e atti di sabotaggio in giro per l’Europa (compresa, da noi, la misteriosa esplosione dell’azienda Simmel Difesa di Colleferro), e davanti alle minacce sempre più esplicite provenienti dal regime russo e dai suoi propagandisti, continuano a sembrare passettini.













