di Marta Ottaviani
Una guerra che non finisce, ma nella quale l’escalation potrebbe non essere militare. Marco Di Liddo (foto sotto), direttore del Centro Studi Internazionali, spiega perché alla Russia convenga agire con tattiche di guerra ibrida più che convenzionale.
Di Liddo, a che punto siamo nella guerra in Ucraina?
"Sulla terraferma siamo in una situazione di stallo. Nella guerra aerea, invece, assistiamo da mesi a un’escalation. Entrambe le parti mantengono una produzione sostenuta di droni e missili. Per Kiev il problema principale resta la difesa aerea, soprattutto contro i vettori balistici russi. Una delle chiavi del conflitto sarà capire chi riuscirà a resistere più a lungo".
Periodicamente torna l’ipotesi dell’impiego di armi nucleari tattiche russe. Quanto è concreto questo rischio?









