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C’è un capodanno ufficiale, il 1° gennaio, e uno di fatto, il 1° settembre. Le palestre fanno sconti e promozioni in entrambi, per esempio, ma forse a settembre c’è qualche possibilità in più di mantenere il proposito di iscriversi e di frequentarne una. Perché dopo le ferie estive molte persone si sentono più riposate, più in forma o semplicemente più motivate rispetto a quanto lo sono di solito in pieno inverno e subito dopo gli eccessi delle feste di Natale.
A settembre mancano alcuni dei motivi che rendono i propositi di inizio anno così difficili da rispettare, come per esempio la maggiore stanchezza fisica e mentale rispetto ad altri periodi dell’anno. Nell’emisfero settentrionale le giornate sono ancora lunghe, non buie e fredde come a gennaio. E non sono calde come a luglio e agosto, generalmente, il che pone condizioni più favorevoli per fare attività fisica all’aperto.
L’attività fisica è uno dei propositi più condivisi e citati, in questo tipo di discorsi, ed è anche uno dei comportamenti più studiati in relazione alle motivazioni nella medicina dello sport e nelle scienze gestionali. In generale, secondo una ricerca del 2014, le persone sono più motivate e propense a darsi degli obiettivi in corrispondenza di soglie temporali precise: l’inizio della settimana, del mese o dell’anno, per esempio, oppure il giorno del compleanno. È noto come «effetto del nuovo inizio» (fresh start effect).













